Didattica capovolta e Flipped Classroom con Flipgrid

Didattica capovolta e flipped classsroom con Flipgrid

In questo articolo ti spiegherò come si può fare didattica capovolta con Flipgrid. La Flipped classroom è una metodologia di didattica attiva che ben si concilia con l’uso delle nuove tecnologie, adesso più che mai dal momento che i ragazzi hanno la possibilità di portare a scuola il proprio dispositivo, troppo spesso però ci dimentichiamo che lo smartphone, è per l’appunto lo strumento di cui i ragazzi hanno maggiore disponibilità e che, se utilizzato in maniera funzionale e consapevole, può essere un ottimo alleato per la nostra didattica.

Flipgrid è un’applicazione didattica pensata per la Flipped classroom che ti permetterà di coinvolgere i tuoi alunni in scenari di didattica attiva utilizzando proprio i loro dispositivi mobili in classe o a casa. Per capire però come usare al meglio Flipgrid dobbiamo prima capire cosa si intende per Flipped Classroom o didattica Capovolta e come questa possa davvero favorire un apprendimento significativo se progettata facendo riferimento a precisi criteri.

La didattica capovolta, o più notoriamente conosciuta come Flipped classroom, è un metodo di didattica attiva che mette al centro lo studente e “capovolge” in un certo senso l’approccio tradizionale che fa riferimento alla cosìdetta lezione frontale che vede invece l’insegnante come unico depositario del sapere e gli studenti attori passivi in una scuola ancora troppo lontana dal loro vissuto e per questo spesso incapace di coinvolgerli in apprendimenti significativi. Attenzione ai luoghi comuni però, non basta infatti pubblicare una videolezione o semplicemente capovolgere lo schema classe/compiti a casa per fare didattica attiva così come è sbagliato demonizzare o contrapporre a questa modalità la lezione frontale che rimane pur sempre un momento importante della nostra didattica. 

Il primo esperimento di didattica capovolta risale agli inizi del ventunesimo secolo quando due insegnanti del Colorado,  Jonathan Bergmann e Aaron Sams, nel momento in cui si sono resi conto della scarsa efficacia delle loro lezioni ed essendo alle prese con un alto tasso di assenteismo nelle loro classi decidono di registrare le loro lezioni e inviarle direttamente a casa degli alunni, da qui un nuovo modo di sfruttare il tempo scuola. Dal momento in cui i ragazzi fruivano delle lezioni degli insegnanti a casa ecco che a scuola c’era la possibilità di sfruttare il tempo per mettere in pratica quanto imparato  con lezioni che potessero coinvolgere gli studenti in attività più pratiche e collaborative. Come ho già accennato prima però, siamo sicuri che basti registrare le nostre lezioni e inviarle a casa dei ragazzi per creare scenari di didattica attiva e promuovere apprendimenti significativi? Ovviamente no, soprattutto in un epoca come la nostra, dove l’attenzione è labile e i ragazzi sono sottoposti a un infinità di stimoli in rete, tenerli attaccati a un video anche per più di tre minuti rischia di diventare un impresa proibitiva e non è un caso che Youtube abbia lanciato la nuova moda degli shorts, brevi video in diretta e della durata di pochi secondi, così come non è assolutamente vero che non ci sia più spazio in classe per la lezione frontale, a patto però che sia una lezione dinamica e interattiva, capace di coinvolgere gli studenti con argomenti che trovino un legame con il loro vissuto quotidiano. I ragazzi devono percepire infatti una reale utilità in ciò che fanno ed è questo anche il segreto del compito autentico, un compito che fa leva sulla loro voglia di mettersi in gioco e di farlo in maniera responsabile.

Le nostre Unità di apprendimento potrebbero essere allora divise in micro unità della durata di 3/4 ore che prevedano la soluzione di un problema e/o la realizzazione di un prodotto, proprio come previsto nella didattica EAS (Episodi di apprendimento situato) che della Flipped Classroom rappresenta un evoluzione in chiave moderna. La didattica può essere capovolta in classe stessa e i ragazzi dovrebbero avere la possibilità di portare a scuola i loro dispositivi. I video eventualmente preparati dall’insegnante dovrebbero essere brevi e accompagnati possibilmente da risorse multimediali di varia tipologia, dovrebbero inoltre essere pensati per incuriosire gli allievi magari lanciando una sfida a cui gli alunni potrebbero rispondere a loro volta con la realizzazione di un loro video proprio come previsto nelle challenge di Tik Tok, un social che i ragazzi conoscono molto bene. Dietro tutto questo deve esserci chiaramente un’attenta pianificazione didattica e un accurata selezione delle risorse da proporre ai ragazzi, una volta che abbiamo ben chiaro ciò che vogliamo fare con la classe dobbiamo scegliere quello che è lo strumento più adatto per farlo, senza mai perdere di vista i criteri di accessibilità, indispensabili se vogliamo creare una lezione che sia davvero inclusiva oltre che coinvolgente ed è per questo che in questo articolo vi propongo il tutorial di Flipgrid.

Flipgrid è un ottimo strumento per capovolgere la nostra didattica utilizzando un linguaggio particolarmente congeniale ai nostri ragazzi, ovvero quello dei video e dei podcast. L’insegnante può accedere a Flipgrid da computer desktop dove può preparare le attività necessarie a lanciare la sfida e allegare tutti i materiali che i ragazzi potranno consultare direttamente sul loro dispositivo mobile una volta scaricata l’applicazione. Flipgrid è un’appplicazione didattica gratuita ed estremamente semplice da utilizzare, l’interfaccia grafico particolarmente intuitivo e la possibilità di registrare audio oltre che video la rende uno strumento accessibilie a tutti, ideale quindi anche per includere alunni con Bisogni Educativi Speciali. In questo tutorial ti spiego in pochi minuti come creare le tue lezioni e lanciare le tue sfide su Fipgrid. Il video è tratto dal corso online Flipped Classroom moderna e didattica online.

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